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Costruire con l'AI: cosa ho imparato di recente

Ho costruito questo sito interamente con AI. Ecco il workflow, gli strumenti, e le sorprese che non mi aspettavo.

Questo sito esiste perché ho deciso di testare un’ipotesi: è possibile costruire un sito personale completo (brand, design, codice, contenuti) usando l’AI come collaboratore principale?

La risposta breve è sì. Quella lunga è quello che sto per raccontarti.

Il punto di partenza

In questo periodo ho avuto un problema concreto: volevo un sito personale che raccontasse chi sono, il mio approccio al lavoro, le cose che costruisco. Ma non avevo il tempo (né la voglia) di passare settimane su Figma e poi mesi su VS Code.

Ho deciso di sperimentare: Claude per la strategia e i contenuti, Cursor per lo sviluppo, Vercel per il deploy. Zero Figma. Zero template. Zero settimane perse.

Il workflow in pratica

Il processo che ho usato si divide in 4 fasi:

  1. Strategia e brand. Claude ha aiutato a definire il positioning, la sitemap, l’identità visiva. I token CSS, il sistema di colori, la tipografia: tutto deciso in conversazione, testato in HTML.

  2. Mockup HTML. Invece di Figma, ho chiesto a Claude di costruire mockup HTML ad alta fedeltà per ogni pagina. Veloci da iterare, già funzionanti nel browser.

  3. Sviluppo Astro. Con i mockup pronti, Claude ha scaffoldato il progetto completo. Componenti, layout, content collections, SEO. Cursor per i refinement e il debug.

  4. Contenuti. Questo articolo. Scritto in MDX, con frontmatter strutturato, già ottimizzato per i motori di ricerca e per gli LLM.

Le sorprese

Alcune cose mi hanno sorpreso più di altre.

La velocità è reale. Quello che avrebbe richiesto settimane di lavoro tradizionale si comprime in giorni. Non perché l’AI faccia tutto, ma perché riduce drasticamente il costo di ogni iterazione.

La qualità del codice è alta. Non “accettabile”: alta. Componenti ben strutturati, accessibilità curata, performance ottimizzate. Meglio di quello che avrei scritto io in fretta.

Il loop umano rimane centrale. L’AI non sa cosa vuoi finché non glielo dici bene. Più sei preciso nel definire il contesto, il tono, i vincoli, meglio lavora. È un’abilità che si affina.

Cosa ho imparato

La lezione più importante non è tecnica. È questa: l’AI non sostituisce il pensiero, lo accelera.

Devi sapere cosa vuoi costruire. Devi avere un’idea chiara del risultato. Devi essere in grado di valutare quello che l’AI produce e iterare nella direzione giusta.

Se entri nel processo senza una direzione, ottieni codice generico e contenuti annacquati. Se entri con una visione chiara, l’AI ti aiuta a realizzarla molto più velocemente di quanto potresti fare da solo.


Nei prossimi articoli entro nel dettaglio dei tool, dei prompt, e degli errori che ho fatto. Se vuoi seguire il percorso, iscriviti o scrivimi direttamente.